Letture festive – 7. Figli – Santa Famiglia

Briciole dalla tavola. Vangelo per senza Dio

di Alberto Ganzerli

Santa Famiglia – 26 dicembre 2021
Dal primo libro di Samuele – 1Sam 1,20-22-.24-28
Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo – 1Gv 3,1-2.21-24
Dal Vangelo secondo Luca – Lc 2,41-52


Il racconto del primo libro di Samuele ci ricorda che i figli sono un dono, a volte lungamente desiderato, richiesto e atteso, ma non per questo possono essere ritenuti una proprietà da tenere gelosamente per sé, se non per il tempo necessario a prepararli, perché possano cercare e trovare la propria strada. Nel fare questo li si restituisce in qualche modo alla realtà da cui li abbiamo ricevuti, riconoscendo così che i figli non sono e non possono mai essere considerati semplicemente una nostra creazione, benché siano anche e per sempre le nostre creature.
L’apostolo Giovanni parla dell’essere figli come di una condizione attuale, che però porta in sé qualcosa che non si è ancora manifestato in tutte le sue potenzialità e che è in attesa di essere conosciuto pienamente.
L’evangelista Luca ci presenta la transizione adolescenziale di Gesù anzitutto dal punto di vista dei suoi genitori nei termini di una difficoltà a ritrovare un figlio che improvvisamente non è più nel tempo e nel luogo dove se lo immaginavano. La ricerca per provare a colmare la distanza che si è creata può essere lunga, difficoltosa e – nel suo esito – inattesa: il figlio perduto si trova là dove possono stare solo gli adulti più esperti che appartengono alla comunità e – cosa ancor più sorprendente – ha qualcosa da insegnare a questi stessi adulti. Nel rapporto tra genitori e figli la difficoltà a comprendersi reciprocamente va messa in conto come una dinamica normale in questo tipo di relazione, pure così strutturalmente profonda: la preoccupazione angosciata dei genitori, anche se dichiarata, non può tuttavia essere realmente compresa dal figlio, che a sua volta rimprovera ai genitori di non comprendere il suo essere concentrato sul compito di cercare e trovare la propria strada nella vita. Nel racconto evangelico – ma spesso anche nelle nostre esistenze di genitori e di figli – se ci sarà ancora tempo per la sottomissione filiale, questo tempo servirà soprattutto ai genitori per prepararsi al compimento della transizione del figlio verso la vita adulta.