Letture festive – 10. Lontani – Epifania

Briciole dalla tavola. Vangelo per senza Dio

di Alberto Ganzerli

Epifania (messa del giorno) – 06 gennaio 2022
Dal libro del profeta Isaìa – Is 60,1-6
Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni – Ef 3,2-3a.5-6
Dal Vangelo secondo Matteo – Mt 2,1-12


Su YouTube l’audio-video si trova cercando:
letture festive 10

Il profeta Isaia descrive una visione: l’incamminarsi di genti lontane attirate verso Gerusalemme da una luce capace di rischiarare l’oscurità che le avvolge. Ci si muove sempre alla ricerca di qualcosa di più e di meglio o per sfuggire a qualcosa di meno e di peggio, alla ricerca di qualcosa che manca e che desideriamo o per sfuggire a qualcosa che ci opprime e che temiamo. Per questo, anche se ne siamo lontani, ci sentiamo attratti da ciò che – come una luce – porta in sé la promessa di una esistenza illuminata e quindi sottratta a tenebre incombenti.
L’apostolo Paolo sembra descrivere una propria intuizione folgorante, riguardo a una verità fino a quel momento nascosta: quelle che noi siamo abituati a pensare come persone tra loro lontane e contrapposte, i fedeli ebrei e i pagani – e forse oggi potremmo dire i credenti e i non credenti – sono in realtà persone invitate ad avvicinarsi reciprocamente, a colmare le distanze che le separano, perché nel vangelo sarebbe possibile per loro ricevere la medesima eredità, riconoscersi parte di un medesimo corpo, essere partecipi di una medesima promessa.
L’evangelista Matteo evidenzia invece i limiti delle categorie di vicini e di lontani, mostrandone le ambivalenze e i possibili rovesciamenti di significato e di valore: la vicina Gerusalemme, che il profeta aveva descritto come un faro di luce luminosa e attrattiva, è la città che non sa interpretare il sorgere di una stella luminosa e rimane turbata davanti all’annuncio di un nuovo re, mentre il suo attuale re, Erode, cerca di saperne di più solo perché si sente minacciato nella propria sovranità. Qui sono i lontani, i Magi venuti da oriente, i primi a saper leggere i segni del cielo e dei tempi nel loro sorgere iniziale. Sono i lontani a farsi cercatori di una novità appena nata in una terra per loro straniera. Sono i lontani ad essere capaci di gioire profondamente quando trovano ciò che stavano cercando e lo riconoscono degno della loro sincera dedizione. Sono i lontani, con i loro doni simbolici, a dichiarare prezioso e meritevole di essere onorato, anche se umano fino alla morte, il futuro di umanità che è concretamente presente nel bambino che sta davanti a loro. Sono i lontani coloro che sanno ascoltare la verità racchiusa nei propri sogni e riescono a trovare strade diverse per ritornare alla propria patria. Sono i lontani che, dopo aver offerto i propri doni, si troveranno arricchiti dall’esperienza di quella che per loro è stata una temporanea lontananza.