Riflessioni teologiche – 13. Le pale d’altare per senza Dio di Conor Walton

Briciole dalla tavola. Vangelo per senza Dio

di Alberto Ganzerli

Il pittore Conor Walton in due quadri ispirati a pale d’altare rinascimentali, di cui riprende i modelli iconografici, sostituendo però i singoli soggetti religiosi, offre – dalla prospettiva di un senza Dio – nelle forme di un’arte figurativa contemporanea e provocatoria, un messaggio di denuncia del comportamento ecocida e irresponsabile dell’umanità nell’attuale crisi climatica e ambientale, non lontano dalle istanze dell’enciclica del 2015 Laudato Si’ di papa Francesco.


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riflessioni teologiche 13

Nei due quadri, The New Religion (cioè La nuova religione) e Preaching to the Converted (che si potrebbe tradurre Predica ai già convinti o forse anche Parlare al vento), rispettivamente del 2017 e del 2019, il pittore irlandese Conor Walton ci offre una sorta di dittico dichiaratamente ispirato alle pale d’altare del rinascimentale Giovanni Bellini. Walton re-interpreta l’iconografia di una sacra conversazione con vergine e bambino e di un battesimo del Cristo, sostituendone però i protagonisti religiosi con figure e motivi tratti dall’attuale emergenza della crisi climatica e ambientale. Walton si rivela in queste due opere – che presenta e commenta con brevi testi, pubblicati sul suo sito web – come un artista che potremmo definire figurativo, simbolista e impegnato. A partire dal significato etimologico della parola religione, che sottolinea la dimensione del legame e del vincolo, si potrebbe intendere la nuova religione rappresentata da Walton nella prima delle due opere come il riconoscimento di ciò che collega necessariamente i viventi tra loro e all’ambiente. Si tratta di una visione capace di dilatare in modo aperto e inclusivo il significato originario del legame tra divinità ed esseri umani religiosi, fino a comprendere anche l’umanità primitiva, gli scienziati non necessariamente religiosi e gli animali non umani. Come spiega lo stesso Walton: «Ho sistematicamente sostituito le componenti iconografiche cristiane con quelle delle scienze biologiche. I miei “santi” sono i fondatori della biologia moderna: Charles Darwin, il padre della moderna teoria evolutiva, Gregor Mendel, i cui esperimenti […] hanno posto le basi della genetica, e James Lovelock, il fondatore della scienza dei sistemi terrestri o teoria di “Gaia” (qui rappresentato con in mano la venere di Willendorf). I miei “martiri” sono le vittime dell’estinzione e dell’ecocidio. Gli “angeli” sono i miei stessi figli, che celebrano con gioia la gloria della Natura. Al centro, dove i cristiani hanno messo Dio nella forma di un bambino umano, ho messo uno scimpanzè neonato, con la mano alzata in una benedizione». Questa inclusione, operata da Walton, degli animali non umani e degli uomini di scienza nelle forme rappresentative di un’arte rinascimentale, sviluppatasi in ambiente cristiano, invita a cogliere possibili consonanze con alcuni passaggi dell’enciclica del 2015 Laudato si’ di papa Francesco, che afferma: «Voglio rivolgermi ad ogni persona che abita questo pianeta […] entrare in dialogo con tutti riguardo alla nostra casa comune» e ancora: «Se teniamo conto della complessità della crisi ecologica e delle sue molteplici cause, dovremmo riconoscere che le soluzioni non possono venire da un unico modo di interpretare e trasformare la realtà. È necessario ricorrere anche alle diverse ricchezze culturali dei popoli, all’arte e alla poesia, alla vita interiore e alla spiritualità. Se si vuole veramente costruire un’ecologia che ci permetta di riparare tutto ciò che abbiamo distrutto, allora nessun ramo delle scienze e nessuna forma di saggezza può essere trascurata, nemmeno quella religiosa con il suo linguaggio proprio». La seconda opera, Preaching to the Converted (Predica ai già convinti o Parlare al vento), viene definita dallo stesso Walton come «il dipinto di una catastrofe ambientale e un commento ironico sui nostri tentativi di prenderci cura, rendere sacra, “salvare” la natura (e, ovviamente, noi stessi) dalle devastazioni del materialismo […], del consumo e dello sfruttamento planetario industriale […]». Walton spiega: «Sostituire il fiume Giordano con un letto di fiume inaridito, la figura di Cristo con un anfibio (una creatura che […] non dovrebbe richiedere il battesimo, essendo l’Acqua della Vita il suo elemento originario); sostituire Dio Padre con un banchiere centrale che distribuisce denaro […] (un salvatore tecnocratico la cui creazione di valore [monetario…] dal nulla è una parodia della generosità divina), far interpretare ai miei figli (il cui futuro è messo a rischio […dal modo in cui stiamo trattando la natura]) il ruolo di “angeli” spettatori e a me stesso il ruolo di Giovanni Battista (“una voce che grida nel deserto”) dispensando inutili benedizioni da una bottiglia di plastica: tutte queste inversioni e sostituzioni hanno lo scopo di trasmettere quanto sia  drammatica la nostra situazione attuale e quanto sia diversa spiritualmente dal mondo in cui si trovava a vivere il pittore rinascimentale Giovanni Bellini». Quanto poi alla raffigurazione di Gesù come un cucciolo di scimpanzé o come una salamandra, va ricordato che il ricorso ad animali, come simboli riferiti alla figura di Gesù, in chiave assolutamente positiva, ha una lunga tradizione, inizialmente di origine neotestamentaria: dalla chioccia al leone fino all’agnello. In seguito, nella tradizione cristiana delle origini, Gesù è stato rappresentato simbolicamente come pesce, a partire dal fatto che, in lingua greca, le lettere che formano la parola pesce sono le iniziali dei termini che formano l’appellativo cristologico: Gesù Cristo Figlio di Dio Salvatore. Anche l’immagine del pellicano – per la particolare modalità di nutrire i propri piccoli, apparentemente squarciandosi il petto – è stata utilizzata nella tradizione spirituale cristiana in riferimento a Gesù e al suo donare il proprio corpo nel sacramento dell’eucaristia. A propria difesa Walton afferma: «In epoca imperiale romana, in una società costruita sul pesante sfruttamento dell’uomo, Dio si è fatto conoscere nella forma umana più umile che si potesse immaginare: quella di un emarginato e di un mendicante. Ai nostri giorni, quale che sia la speranza rimasta di non consumare completamente la naturale generosità del nostro pianeta, essa può risiedere nello scoprire qualcosa di sacro anche nelle creature più umili e “inutili”. In questo senso, il mio ritratto potrebbe aver a che fare – più che con l’assenza di Dio – con il nostro fallimento nel riconoscere “lui” in una forma insospettabile». Walton percorre quindi, a suo modo, una strada aperta dal Nuovo Testamento e da tradizioni cristiane antiche, che non si sono fatte scrupolo di rappresentare Gesù nella forma di animali non umani: chioccia, leone, agnello, pesce, pellicano. Questo potrebbe essere, tra l’altro, il punto di partenza di un’ulteriore riflessione teologica sul tema cristologico dell’incarnazione, sulla base di una visione dove la carne – in greco sarx – in uno dei suoi significati biblici esprime anche la condizione di debolezza e caducità che accomuna la condizione degli esseri umani e degli altri animali. Non a caso, il termine sarx, in questa accezione di debolezza che accomuna umani e animali, è anche il nome di un’associazione inglese volta a sensibilizzare in particolare i cristiani nel difendere la causa degli animali.

Riferimenti:

Si veda il sito ufficiale di Conor Walton
dove in particolare, nella sezione Essays, si possono trovare i saggi di Conor Walton riferiti alle sue due seguenti opere: The New Religion e Preaching to the Converted

Conor Walton, The New Religion, olio su tela, 180 x 120cm, 2017, Collezione privata

Conor Walton, Preaching to the Converted, olio su tela, 180 x 120cm, 2019, Collezione dell’Artista

Francesco, Laudato si’. Lettera enciclica sulla cura della casa comune, 2015, n. 3 e 63.
(consultabile anche sul sito ufficiale del Vaticano)

Chioccia: Matteo 23,37 o Luca 13,34
Leone: Apocalisse 5,5
Agnello: Giovanni 1,29 e 1,36; Atti degli Apostoli 8,32; 1 Lettera di Pietro 1,19; Apocalisse 5,6-13; 6, 1-16; 7,9-17; 8,1; 12,11; 13,8; 14,1-10; 15,3; 17,14; 19,7-9; 21,9-27; 22,1-3.

Si veda il sito ufficiale dell’associazione Sarx
(cercando con un motore di ricerca Sarx Animal Welfare)